5 ottobre 2005
Questionario etero
1. Quale pensi sia la causa della tua eterosessualità ?
2. Quando hai deciso di essere eterosessuale ?
3. E' possibile che "etero" sia solo una fase transitoria della tua vita ?
4. E' possibile che la tua eterosessualità sia dovuta ad una paura nevrotica delle persone del tuo stesso sesso ?
5. Se non hai mai dormito con una persona del tuo stesso sesso non sarà per caso che quello di cui hai bisogno sia un buon amante omosessuale?
6. A chi hai rivelato di essere eterosessuale ? E come hanno reagito ?
7. Perché voi eterosessuali sentite il bisogno di portare gli altri verso il vostro stile di vita ?
8. Perché insistete a declamare la vostra eterosessualità ? Non potete semplicemente essere ciò che siete e fare finta di niente ?
9. Vorresti che i tuoi figli fossero eterosessuali sapendo i problemi a cui andranno incontro ?
10. La stragrande maggioranza dei molestatori di bambini (pedofili) sono eterosessuali. Consideri sicuro affidare i tuoi figli a degli insegnanti eterosessuali ?
11. Nonostante tutto il supporto sociale che il "matrimonio" riceve, il numero di divorzi continua ad aumentare. Perché, secondo te, le relazioni tra eterosessuali sono così poco stabili ?
12. Perché gli eterosessuali danno così tanta importanza al sesso ?
13. Considerando il problema della sovrappopolazione, come pensi che la razza umana possa sopravvivere se tutti fossero eterosessuali come te?
14. Puoi fidarti dell'obiettività di un terapista eterosessuale (psicologo/analista) ? Non hai paura che possa cercare di influenzarti secondo le proprie tendenze?
15. Come puoi diventare una persona "completa" se ti limiti alla tua impulsiva, esclusiva eterosessualità senza lasciare spazio alle tue sane, naturali potenzialità omosessuali ?
16. Sembrano esserci davvero pochi eterosessuali felici. Sono state sviluppate delle tecniche per cambiare "orientamento" se davvero lo vuoi. Hai mai preso in considerazione l'ipotesi di una terapia di "conversione" ?
1 ottobre 2005
Poesia notturna
A volte mi sembra
di non riuscire
a farti sentire
quanto forte ti amo.
Ma se tu potessi
toccarlo con mano,
sentiresti un abbraccio
che ti stringe (ma piano).
28 settembre 2005
Euforia
vorrei capire cosa mi ha preso oggi.
non per altro, ma per replicare.
o anche -dio, non riesco neppure a immaginarlo! ;-) - fare di meglio.
mi alzo alle 8.55 in discreto ritardo, visto che la geniale sveglia di Petringa avrebbe dovuto suonare alle 8.30. vabbeh, vorrà dire che non mi laverò neanche oggi i capelli. colazione veloce con Mattia a base di yogurt al limone e 2 biscottoni (descrivo anche i cibi perché magari la magia sta in quello che ho mangiato, chissà..!), niente caffè che sto cercando di disintossicarmi, e via! tento una strada alternativa che non si rivela meno trafficata di viale Zara e sono in uni a Monza per le 10 meno qualcosa.
parte l'operazione "cava delle info attendibili dalla segreteria", chiaramente destinata a fallire dal momento che non sanno neppure se l'esame di patologia generale è nel curriculum di medicina o meno e hanno perso il numero di telefono della prof. a cui devo rivolgermi. spedita dalle guardie trovo almeno il recapito della prof., ma a questo punto meglio affrontare le cose di persona, salgo al 4 piano, lo perlustro e trovo l'ufficio in questione. *MEZZORA* ad aspettare i porci comodi della tipa al telefono prima che mi degni di uno sguardo. estorco quello che volevo sapere in 5 secondi e sono fuori.
mi (tele)trasporto al reparto di odontoiatria mentre ragguaglio Mattia circa le mie scoperte. mi cambio ed entro in un ambulatorio stipato di studenti del V anno e un dentista che cerca disperatamente di far diagnosi su una signora disfunzionale. ad un certo punto fugge lasciandomi da preparare l'esame sulla pedana stabilometrica, che io eseguo in sua assenza cercando di interessare gli studenti e già che ci sono le faccio anche un paio di test visivi che valutano la convergenza e che risultano decisamente interessanti.. pausa caffè a mezzogiorno, dove mi offrono (WOW!) un the e brioches. in reparto non c'è altro da fare e me ne esco.
torno in uni, dove mangio qualche susina e poi vado in biblioteca per consultare il libro di epidemiologia e preparare le lezioni alle OSS. stacco alle 15.30 con un paio di pause-bagno e 3 mini kitkat. ah, faccio anche un salto in copisteria e trovo un sacco di sbobinature utilerrime per l'esame di pato di Matt e passo in internet point a sbirciare la posta. alle 16 passate sono a casa.
Ele sta cercando di studiare Manzoni, tiro fuori i miei iperschemi della maturità e cerco di darle una mano a orientarsi tra inni sacri, edizioni dei Promessi Sposi e tragedie. intanto mangio i suoi avanzi di pranzo (spiedini di carne con patate di 4 salti in padella) e mi faccio un sudoku diabolico. stento a crederci io per prima, ma riesco a finirlo di pura deduzione. doccia.
alle 18 arriva il tipo di ripe, e tra frizzi e lazzi ci facciamo un'ora di latino, anzi, un'ora e un quarto che gli concedo magnanima in più perché abbiamo cazzeggiato un po' troppo.
19.30: momentanea incomprensione con Mattia al telefono; dopo aver supplicato inutilmente i più a venire con me al cinema a vedere "La fabbrica del cioccolato", mi risolvo ad andarci da sola. riso e zucchine bollite avanzate da ieri.
20:30 - 22:30 cinema
torno a casa, ma non sono ancora stanca: correggo l'ultimo quiz fatto dalle ASA, poi inizio a scrivere questo brano. chiama Mattia, stiamo un quarto d'ora al tel a raccontarci la serata (lui: da Petringa a Mariano Comense dove telefona ad una tipa fingendosi un DJ di radio KissKiss per convincerla ad uscire con Petringa, tattica riuscita, sulla via del ritorno la volvo si ferma e per fortuna c'è Petringa e le cime nel bagagliaio che lo trainano fino a casa)
sono le 00:30, sto bene, nessun caffè, niente cocaina, ho già su il pigiama e i denti lavati e penso che, cacchio, è stata una giornata ricca, che fortunatamente NON è andata tutta "alla perfezione", ma che mi ha soddisfatto, che a ripensarci mi fa star bene.
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