"Io ho conosciuto la ragazza la cui storia forma la parte più consistente del diario. Non so se ne abbia sedotte altre, ma in base alle sue carte ciò è abbastanza verosimile. Sembra inoltre che in questo caso avesse assunto un'altra specie di comportamento, perché era troppo spiritualmente dotato per essere un seduttore come tanti altri. Il diario infatti dimostra che talvolta ciò che desiderava era qualcosa di completamente arbitrario, un saluto per esempio, e non voleva a nessun costo nulla di più, perché il saluto era ciò che la persona in questione possedeva di più bello. Ha saputo circuire una ragazza avvalendosi delle sue doti spirituali, ha saputo attirarla a sé senza preoccuparsi di possederla, nel senso più stretto... io posso immaginare che sapesse spingere una ragazza al punto estremo in cui era sicuro che lei avrebbe sacrificato tutto per lui. Ma quando le cose si spingevano così oltre, troncava tutto, senza che da parte sua si fosse verificata la benché minima pressione, senza che fosse stata pronunciata una sola parola d'amore, e, meno ancora, una dichiarazione d'amore o una promessa. E, comunque, un'emozione era stata trasmessa e la sventurata ne serbava doppiamente l'amarezza, perché lei non aveva niente su cui fare affidamento e perché degli stati d'animo di natura molto diversa continuavano a sballottarla in una terribile ridda infernale ogni volta che faceva dei rimproveri sia a sé stessa, perdonandolo, che a lui. E in questi momenti doveva sempre domandarsi se, dopotutto, non si fosse trattato solo di una fantasia, poiché era solo in senso figurato che si poteva parlare di realtà in merito a quel rapporto. Non aveva nessuno con cui confidarsi, perché in fondo non aveva nulla da confidare."
(Kierkegaard)