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-la storia degli oppressi è troppo grande per essere chiusa nei libri- disse Melinda. -Solo spezzandole le ossa e tagliandole le ali, riuscite a farcela entrare. La vostra storia è più facile da scrivere. Scava una strada tra le rovine, non conosce soste, curve, dubbi, non torna mai indietro, non soccorre i feriti, non ricorda i morti.-
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"I rumori della motagna sembrano tutti avvertimenti, gioiosi o tristi," pensò la bambina. "I suoni della città, invece, sembrano dire tutti la stessa cosa: vai in fretta. Oppure, la notte, sembrano lamenti di solitudine."
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-In città io sono abituata a vedere pezzi di cose- disse Miriam -il tramonto dietro lo spigolo del condominio, un albero da un buco della parete, una bella nuvola dal vetro di un autobus. Qua sull'Isola, aprite la porta e guardate il mare, tutto per voi. Siete fortunati.-
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"Il vero coraggio è quando non vedi nessuno vicino a te. Allora devi partire da solo. E poi magari ti volti indietro e c'è qualcuno, in mezzo agli alberi, sulla cima di una montagna, al di là del fiume. E capisci che sta camminando al tuo fianco."
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-L'apocalisse non è quello che credete. Anche dalle apocalissi si può tornare indietro, se uno ha il coraggio di guardarci dentro. Ma voi non avete questo coraggio. Parlate di tutte le apocalissi, meno che della vostra. Non so spiegarle cosa accadrà, Hacarus. Tutto ciò che è troppo diverso da quello che siete soliti pensare, voi lo chiamate nulla. Bene, dopo di noi ci sarà il nulla. E in questo nulla qualcosa ricomincerà.-
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-Non sappiamo trovare altro, Melinda o Zelda, o chiunque tu sia- disse il presidente, col volto tra le mani -non sappiamo immaginare altro. Il potere è questo. Fare l'unica cosa che si crede di poter fare e far credere alla gente che sia l'unica cosa che si può fare.-
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da "Spiriti" di Stefano Benni
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